Gli italiani non sono taccagni. Amano spendere i loro soldi in auto lussuose, in costosi capi di abbigliamento e per mantenere posti di lavoro.Da ben 12 anni l'Alitalia è sull'orlo del fallimento e nessuno ha avuto il coraggio di attaccarli una pietra al collo. È proprio vero che i tempi sono cambiati: non esistono più i leader di una volta che per molto meno avrebbero impiccato tutti. Ma finalmente siamo arrivati alla fine del deserto.
Più di un anno fa il governo precedente guidato da quel zuzzurellone di Prodi, dette il via alla procedura di vendita di Alitalia, ormai in crisi di liquidità. Si fanno avanti molte aziende pronte a farsi carico del fardello, ma una volta visti i conti e sopratutto le scarse possibilità di manovra lasciate da Tremonti per quanto riguarda i licenziamenti, hanno preferito spendere i loro soldi nella produzione di costumi di Padre Pio per carnevale.
L'unica rimasta, per mistiche ragioni, è AirFrance-KLM. Tutto procede bene, i francesi sono ormai convinti dell'affare fino a che rien ne va plus. Sarà perché il prezzo del petrolio era salito alle stelle e da bravi commercianti hanno preferito aspettare oppure per il no dell'opposizione (o governo in pectore che dir si voglia). Prodi allora si ritrova ad un bivio: fallimento o prestito e da bravo socialista decide l'ultima. Arriva il nuovo governo che azzera tutto e ricomincia daccapo con una nuova strategia. Non più vendita dell'azienda ma degli assets, solo quelli buoni però, che prenderanno in futuro il nome di CAI (compagnia aerea italiana, un nome più stupido solo i russi) e la restante parte se la compra lo Stato. Per essere precisi siamo possessori di circa 2 miliardi di € di debiti (ripeto, neanche i russi).
Ma perché non l'abbiamo fatta fallire prima? E non mi venite a dire che bisogna preservare l'italianità nel mondo. Per quello c'è già Dolce&Gabbana. Noi dobbiamo occuparci delle nostre tasche perché siamo gli unici a sapere come spendere i nostri soldi e di sicuro nessuno di noi, pur carico di carità cristiana, è così fesso da prendere una cantonata del genere. E comunque il mercato avrebbe fatto il suo corso. Magari un'azienda estera si sarebbe inserita offrendo un servizio migliore a costi contenuti oppure un'insieme di piccoli vettori avrebbe colto l'occasione tentando di accaparrarsi il gap del settore lasciato vuoto da quell'ufficio di collocamento chiamato Alitalia. Pensate a cosa avremmo potuto fare con tutti quei soldi risparmiati dal 96 ad oggi: infrastrutture, scuole, sanità o a seconda dei gusti qualche Maria Maddalena in più.
San Tommaso
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